Outline Sofa Lifestyle di Muuto. Divano tre posti in pelle refine.

di Luca Andena

Architetto

DAL SALOTTO ALLO SPAZIO LIVING

L’EVOLUZIONE DELL’AREA CENTRALE DELLA CASA NEL CORSO DELLA STORIA

Da stanza di rappresentanza a luogo che accoglie la socialità e la convivialità, fino a divenire lo spazio del relax; l’ambiente living è quello che più di qualunque altro si è trasformato seguendo gli stili di vita, le nuove esigenze e conformazioni delle case, mantenendo però alcuni elementi che lo rendono punto focale di ogni abitazione.

“Il salotto buono” è una stanza tipicamente italiana che ha avuto un ruolo centrale nelle case della classe media. Nasce come una stanza di pura rappresentanza, è molto decorata e comprende la sala da pranzo, che viene utilizzata, come il resto dello spazio, solo in occasioni speciali.

Il divano, inteso come seduta a più posti, è un’invenzione proprio del XVIII secolo. I primi divani propriamente detti si diffusero in Europa sullo stile delle corti francesi di Luigi XIV e Luigi XV, con le linee curve e piedi a ricciolo; il momento di massima diffusione del divano si ebbe, però, durante il regno di Luigi XVI, con arredi in noce e mogano, caratterizzati da linee diritte ed elementi decorativi a intarsio.

Per superare il divano classico ci vollero i “grandi “architetti: solo con Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand e Mies van Der Rohe con la Barcellona, espressioni rigorose di minimalismo formale che non lasciava spazio all’orpello.

Nel secondo dopoguerra la ricerca sui materiali portò alcuni risultati significativi. Grazie a un gruppo di ingegneri della fabbrica Pirelli che, ricercando nel campo della gomma per la produzione di sedute – in particolare quelle automobilistiche -, misero a punto una schiuma in poliuretano espanso e un nastro elastico innovativo che potevano essere usati per realizzare mobili. E fu così che le aziende Arflex, B&B iniziarono a produrre divani con linee morbide, imbottiture ricche e bombate e con tessuti protagonisti con motivi esuberanti e accostamenti ricercati.

Al cambio di passo si assiste negli anni ’90 dove la fruibilità del soggiorno è stata sempre più votata alla condivisione, nonostante si fosse ridotto di molto lo spazio nelle abitazioni.

Negli anni 2000 si iniziò a lavorare sul concetto di modularità che ha portato ad assecondare gli stili di vita più flessibili e nomadi delle generazioni più giovani, grazie anche all’introduzione dell’isola di

diverse profondità: le più contenute adatte alla conversazione, e quelle più ampie che favoriscono posizioni più rilassate.

I sistemi modulari consentono infatti, di interpretare la contemporaneità ridefinendo di volta in volta le dinamiche interne della casa. Complice la cucina sempre più spesso in affaccio sulla zona giorno, il divano esce così dal salotto diventando il centro della casa: comodo, aperto e inclusivo.

Il salotto o soggiorno, quindi, nel tempo cambia e diventa il moderno living, che possiamo dire essere la stanza che nel tempo è cambiata di più, semplicemente perché ha cessato di essere “solo” una stanza.

Il salotto un tempo era il luogo per eccellenza di una socialità mista: lo spazio in cui potevano essere accolti e soggiornare membri della nostra famiglia assieme a estranei. Gli scopi potevano essere infiniti: un pranzo, un thè o un aperitivo condiviso e soprattutto si conversava.

I salotti erano l’astuzia che permetteva alle case di inglobare nel loro seno la vita della città, almeno per qualche ora. I salotti erano il luogo per eccellenza dei rituali e delle formule e tra quelle mura il tempo era ritmato da gesti e parole molto più codificati che altrove: ci si vestiva come ci si veste in città, si parlava come si parla in città.

Tutto però è iniziato a cambiare in maniera considerevole con l’arrivo della televisione che raccontava senza pause quello che succedeva nel mondo.

Block sofa e Patio coffee table by Natuzzi Italia. Design Sabine Marcelis.

Il divano Block introduce un’inedita dimensione di comfort che mette al centro il divano e chi lo vive: una morbida scultura, protagonista assoluta dell’ambiente che lo ospita. Sabine Marcelis ha interpretato la crescente richiesta di mobili dinamici con un divano in cui le forme morbide del rivestimento si sposano con le linee squadrate della base.

La televisione ha quindi imposto un cambiamento anche nell’arredamento: le poltrone, i tavolini da thè, le librerie e le credenze dovevano far spazio a un rettangolo nero che assorbiva gli sguardi e che imponeva di orientare in modo radicalmente diverso la disposizione di cose e persone nei salotti.

Poi avvenne ancora qualcosa: nei nostri salotti arrivò il telefono che assolveva le medesime relazioni che i diplomatici compiono nel tentativo di rendere pacifici i rapporti tra gli Stati.

Successivamente il telefono si è spostato nelle tasche o nelle borse di ciascuno degli abitanti del salotto. Ha cessato di essere un apparecchio capace di far circolare la voce a distanze inimmaginabili; è diventato un dispositivo che tele trasporta immagini e video. In breve, ha assorbito interamente i salotti nel suo corpo. È diventato un salotto portatile.

Un divano in cui si possono sedere amici e amiche, colleghe e colleghi e intrattenersi con noi come se avessero bussato alla porta di casa. Possiamo parlarci e non solo osservare e ascoltare, ma soprattutto possiamo farlo ovunque e a qualsiasi ora della giornata o della notte.

Nonostante tutti questi cambiamenti i nostri salotti, soggiorni e living non possono prescindere da alcuni elementi che li rendono tali.

Il divano è il vero protagonista: grandi sistemi o sedute compatte? La discussione su quale sia la soluzione più di tendenza è sempre accesa.

Innegabile è il fascino delle composizioni di imbottiti di ampio respiro, in grado da sole di connotare un ambiente, ma dall’altra parte si pongono divani che sintetizzano in dimensioni ridotte il massimo della comodità; secondo le tendenze del momento possiamo confermare che le sedute compatte hanno la meglio almeno per ora.

Living moderno realizzato a Chiasso dallo studio MV Design SA.

Divani da due o tre posti, poltrone o poltroncine sono i protagonisti indiscussi del living contemporaneo.

È una questione di spazio: oggi è difficile trovare nelle città delle case con metrature che permettono al progettista e al cliente di utilizzare i grandi sistemi modulari. Le aziende si adattano perfettamente a questa evoluzione nello scenario dell’ambito residenziale; misure compatte racchiudono morbidezza ed ergonomia, i volumi alternano solido rigore ad una delicatezza sinuosa, giocando anche con le basi, nascoste per un effetto scultoreo, o al contrario, aereo nel caso di sedute sospese da terra. Divani e poltrone acquisiscono così una connotazione più smart e snella, senza rinunciare allo stile e all’eleganza espressiva.

Leggerezza e sintesi, sia in termini visivi che concettuali, sono infatti i valori che accompagnano la progettazione di questi arredi. Le poltrone e i divani acquisiscono una grande versatilità dell’uso, nell’accostamento con altri elementi d’arredo e nella contestualizzazione all’interno delle zone giorno.

I complementi d’arredo prendono forma dai materiali naturali per trasmettere comfort e sicurezza, con effetti speciali, decorativi e sensoriali.

Appaiono come piccole sculture domestiche all’interno del più’ ampio scenario d’arredo, plasmati nel legno e scolpiti nel marmo. I complementi che costellano le nuove proposte delle aziende del design sono connotati da una forte matericità che ne definisce l’estetica marcata ma anche raffinata, e li pone in linea con le più generali tendenze dell’interior, ancora oggi improntate principalmente verso una naturalezza in termini di materiali e cromie. Nella casa si ricercano infatti, atmosfere di relax, benessere ed emozionalità e il vantaggio dei materiali naturali è proprio di generare direttamente queste sensazioni, perfino attraverso le dimensioni contenute dei piccoli arredi. La ricerca della tranquillità nei nostri salotti passa attraverso oggetti fatti di materiali reali e concreti, come il legno e il marmo appunto, che quando tocchiamo ci trasmettono una certa energia.

Così la scelta di tali materiali diviene una scelta istintiva.

Legno e marmo modellano tavolini, consolle, librerie, tavoli da lavoro, madie che prendono posto negli ingressi, negli spazi giorno e notte, trasmettono piccole sicurezze e comfort nella nostra quotidianità sensoriale; i complementi sono terreno fertile per la creatività dei designer espressa in forme, ispirazioni e lavorazioni delle più varie. Gli stessi materiali naturali, con la loro duttilità, si prestano a essere interpretati tanto attraverso un saper fare ancora artigianale quanto dalla moderna tecnologia.

Non più semplici elementi accessori, i nuovi complementi si inseriscono dunque nelle scenografie d’arredo del living come microarchitetture che interagiscono con lo spazio, con gli altri oggetti e con le persone restituendo rassicuranti sensazioni visive e tattili, per trasmetterci un comfort totale.

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